Con il termine Imperial Stout si indica una Stout particolarmente alcolica (9-10% vol). La Stout è una birra molto scura, ad alta fermentazione prodotta con una quantità elevata di malto tostato.
Si tratta perciò di una birra ricca, profonda e complessa con un corpo notevole; il colore va dal marrone al nero impenetrabile, la schiuma è compatta e la carbonatazione è media. L’ aroma preponderante è sicuramente quello di malto, con note di tostato e di cioccolato, ma può sviluppare interessanti note di liquirizia e caffè.

Questa birra è conosciuta anche sotto il nome di “Russian” Imperial stout, poichè veniva esportata presso la corte degli zar in Russia, essendo la birra preferita alla corte di Caterina II.
Il suo elevato grado alcolico e la luppolatura avevano perciò la funzione di garantirne la conservazione durante il lungo viaggio dai produttori Inglesi a Mosca attraverso il Mar Baltico.

Lo stile Stout oggi rappresenta uno degli stili cardini della produzione brassicola mondiale, infatti è raro trovare un birrificio che non si sia cimentato in questo stile. Anche in questo caso la storia che ha portato alla nascita e perfino all’utilizzo del nome di questo stile è molto interessante e racconta molto del perché questa birra è arrivata alle caratteristiche che ha oggi.

La progenitrice di quella che oggi viene chiamata Stout è la Porter, stile che venne introdotto per la prima volta a Londra nel XVIII secolo e che crebbe in maniera esponenziale nei primi decenni diffondendosi soprattutto in Irlanda.
All’ epoca il termine “Stout” significava "orgoglioso", "impavido" ma iniziò ad assumere anche la sfumatura di “forte” nel linguaggio comune del tardo 1600.

La prima associazione tra questo termine e una birra si ebbe infatti del 1677 in un manoscritto del conte di Bridgewater in cui con il termine “Stout Porter” si indicava una versione particolarmente alcolica e forte della Porter; allo stesso modo all'epoca si poteva indicare con “Stout Pale Ale” una Pale adeguatamente alcolica.
Nel corso dei decenni il termine Stout rimase associato esclusivamente alle Porter, e ne nacque perciò uno stile vero e proprio.

Vale la pena di fare un accenno alle molte varianti esistenti della Porter/Stout, poichè nel mondo brassicolo sono state probabilmente le prime birre su cui si fece della vera e propria sperimentazione con l’utilizzo di ingredienti aggiuntivi mai utilizzati nella produzione di birra:

  • Milk Stout: (chiamata anche "sweet stout" o "cream stout") è una stout contenente il lattosio, uno zucchero derivato dal latte. Questo ingrediente non viene fermentato dal Saccharomyces cerevisiae (il lievito promotore della alta fermentazione), per questo aggiunge dolcezza e corpo alla birra.

  • Oatmeal Stout: si tratta di una stout che contiene una certa percentuale di avena (oat), solitamente inferiore al 30%. L’ avena aggiunge complessità all’aroma e arricchisce il corpo con una sensazione morbida, setosa e vellutata.

  • Chocolate Stout: è una stout con un sapore, dato dal malto torrefatto, che ricorda in maniera particolare il cioccolato fondente. Talvolta all’interno di queste birre viene inserita realmente una piccola quantità di cioccolato, ne è un esempio la Brooklyn di New York che produce una birra molto forte con sei diversi tipi di cioccolato nero.