Che cosa è una Amber Ale?

Il termine Amber Ale si può utilizzare per descrivere una birra ad alta fermentazione (una Ale, per l’appunto) che si differenzia dalla progenitrice Pale Ale, per l’ utilizzo in maniera più massiva di malti ambrati, perciò più tostati e caramellati che conferiscono un colore che può variare dal rame chiaro al marrone chiaro.

Come spesso succede nel mondo brassicolo la nascita di questo stile è contesa tra due nazioni, infatti nonostante il termine “Amber Ale” sia stato più intensamente utilizzato per descrivere birre prodotte in Nord America (al punto che molto spesso queste birre, soprattutto quelle in chiave moderna, vengono identificate come American Amber Ale), le origini di questo stile risalgono alle produzioni dei grandi mastri birrai Inglesi.
Essi infatti agli inizi del XX secolo, identificarono con questo nome le nuove birre che venivano ottenute a partire dalle più consolidate Pale Ale o Strong Bitter, ma con l’ aggiunta di una percentuale di malti caramellati, in grado di conferire anche note fruttate e di panificato.
Sebbene quindi il termine possa sembrare vago e includere numerose birre, accomunate semplicemente dal tipo di fermentazione e di colore, le Amber Ale devono necessariamente trasmettere l’eredità delle progenitrici Pale Ale e Bitter.

Il nome ebbe comunque una notevole diffusione negli stati uniti in un periodo storico chiamato “American Brewing Renaissance” tra gli anni ‘70 e ’80, periodo molto florido per il mondo brassicolo statunitense che ha visto la diffusione e lo sviluppo di innumerevoli stili e birre.
Per evitare di creare confusione nei consumatori e semplificare quindi il mercato, i publican e produttori preferirono adottare classificazioni molto semplicistiche ma in compenso chiare ed efficaci: decisero di suddividere le birre in base al colore!

Da un punto di vista visivo una Amber Ale quindi si presente con un tono tra l’ambrato e il ramato, limpida e con una schiuma leggermente tendente al color avorio, stabile e persistente.

Il profilo aromatico è bilanciato, l’aroma del luppolo, nelle sue versioni americane porta sentori principalmente agrumati, ma seguiti anche da profumi speziati e/o resinosi. Lato malto invece l’aroma è prevalentemente di panificato o caramellato, sufficientemente intenso da non lasciarsi sopraffare dai luppoli, anche in caso di dry hopping.

Al palato il corpo è solitamente medio così come la carbonatazione, l’attacco è dolce seguito poi da un delicato amaro, il retrogusto è secco.

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